28 gennaio 2010

Marsciano

Marsciano

Marsciano, panorama

La cittadina situata in una vasta area pianeggiante percorsa dal Tevere e adagiata sulla sponda del Nestore, è sede di importanti attività economiche imprenditoriali ed industriali, tanto da rappresentare uno dei centri più dinamici e produttivi della Media Valle del Tevere.

Il suo territorio rappresenta pienamente i tratti tipici del paesaggio umbro: fertili campagne e dolci colline disseminate di piccoli borghi, dove il filo della storia si dipana con insolita continuità. permettendo una variegata stratificazione di culture e stili.

Già in epoca etrusca è stato un importante crocevia di transito tra Todi, Orvieto e Perugia. Numerosi reperti di quel periodo, rinvenuti nel suo territorio, stanno a testimoniare gli insediamenti di queste antiche genti. A San Valentino, in voc. Ranocchia, nel 1904 sono stati rinvenuti i famosi Tripodi Loeb del 500 a.C., statuette in bronzo raffiguranti dei leoni e la scena di un cavaliere alato, oggi conservati al museo dì Monaco, in Germania; a Cerqueto, nel 1834, delle urne cinerarie della famiglia Rustenia; a S. Biagio della Valle, nel 1891, una tomba etrusca della famiglia Sentia, a Villanova, un’anfora del VI sec. a.C. proveniente da un ricco corredo di una tomba etrusca ed altri interessanti reperti archeologici del periodo romano.

Le prime notizie scritte, che parlano di Marsciano, risalgono al XI sec., quando documenti citano espressamente il nome di Monteregio o Montereale, antico feudo dei conti Bulgarelli, di probabile origine longobarda. I Bulgarelli furono più o meno palesemente ghibellini e Marsciano continuò ad essere da loro governata senza che Perugia, che ambiva annetterla, potesse interferire nelle sue cose, anzi, in un diploma del 1186, emanato da Enrico VI, veniva vietata qualsiasi intromissione di Perugia nelle questioni marscianesi. Nel 1272 la città ebbe l’onore di ospitare Papa Gregorio X, che si stava recando ad Assisi. Nel 1281 Marsciano fu ceduto dai Bulgarelli a Perugia, secondo la consuetudine medioevale di chiedere protezione e delegare doveri e diritti al più forte, per evitare che se ne impossessasse la vicina Todi.

Da quel momento Marsciano assunse grande importanza come estrema piazzaforte perugina nelle lotte contro Todi. Nel 1312, Arrigo VII di Lussemburgo, venuto in Italia per ricevere la corona imperiale dal pontefice Clemente V, alleatosi con Todi, attaccò ed espugnò ìl castello di Marsciano, demolendo completamente l’antichissimo Palazzo dei Bulgarelli. I Perugini, consapevoli dell’importanza strategica di Marsciano, inviarono subito aiuti, concedendo sgravi fiscali, affinché la cittadina e il suo territorio devastato tornasse come era prima e nel 1314, conclusa la pace con Todi, per circa un trentennio il territorio non fu più interessato da scontri cruenti . Nel 1355, sostò a Marsciano Carlo IV, re di Boemia, sceso in Italia per essere incoronato imperatore d’Alemagna.

Nel 1401, dal capitano di ventura, Attendolo Sforza e da Lucia, bellissima donna marscianese, nacque Francesco, il futuro duca di Milano detto, per la fierezza d’animo, Beccaleto. Nel 1504, il 13 gennaio, il Consiglio dei Priori di Perugia, come compenso per l’aiuto dato da Marsciano ai Baglioni, conferì ai marscianesi la cittadinanza perugina, estensibile, in perpetuo, a tutti i figli e discendenti. Nel 1540, papa Paolo III, conquistò Perugia, dopo “La guerra del sale” e così anche il territorio marscianese entrò a far parte della giurisdizione della Santa Sede, che, salvo la breve interruzione del dominio Napoleonico, durerà fino all’Unità d’Italia del 1860, anno in cui l’Umbria venne annessa al Regno d’Italia e che vide Marsciano eretto a Comune.

Marsciano, Torre Bolli

Marsciano, Torre Bolli

Nel centro storico, completamente restaurato, da vedere la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, patrono della città, che custodisce al suo interno un dipinto della scuola del Perugino, un crocifisso ligneo ottocentesco ed un ciborio in legno del settecento. Oltre al Palazzo Comunale, costruito nel 1871, ed al Teatro della Concordia, si possono ammirare alcuni edifici in stile liberty e lo splendido Palazzo Battaglia, arricchito dalle decorazioni del pittore futurista Geraldo Dottori. Dell’antico castello fortificato che Ottone II donò ai Conti Bulgarelli restano tratti delle vecchie mura e le antiche Torri Bolli e Boccali, l’antica porta d’accesso chiamata Porta Vecchia, interamente ricostruita, ed il groviglio di strette vie e piazze tipico dei borghi medievali.

A Marsciano, maggiore centro umbro di produzione del laterizio, ha sede il Museo Dinamico del Laterizio e delle Terrecotte, un museo diffuso che si articola sul territorio percorrendo i luoghi della civiltà contadina, artigianale ed industriale. Nucleo centrale è Palazzo Pietromarchi, residenza nobiliare costruita nel ’300 dalla famiglia dei Conti Bulgarelli di Marsciano, dove sono ospitate una sezione dedicata alle terrecotte, una dedicata ai laterizi ed un affresco di scuola del Pinturicchio degli inizi del XVI secolo raffigurante la Madonna in Trono con il Bambino e gli Angeli, San Silvestro e San Rocco.

Poco fuori il paese si trova l’Abbazia di S. Sigismondo, fondata intorno all’anno Mille dal camaldolese San Romualdo, di proprietà del Sovrano Militare Ordine dei Cavalieri di Malta.

Nei dintorni, importanti affreschi arricchiscono le chiese dei vari borghi, come il “San Sebastiano” del Perugino e la “Crocifissione” di Tiberio d’Assisi custoditi nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta di Cerqueto. Sempre a Cerqueto si trova l’Edicola di Santa Lucia, con un affresco raffigurate Santa Lucia, San Rocco e la Madonna col Bambino, probabilmente opera di un allievo del Perugino. Di notevole pregio, a Castiglione della Valle, il complesso del Castello di Monticelli, dove nella piccolissima chiesa di San Paolo e Sant’Ubaldo del XII secolo sono presenti gli affreschi di Meo da Siena.

Tra i castelli di Montelagello e Migliano si apre la valle del torrente Fersinone, immersa in un ambiente naturale assolutamente incontaminato.

Museo dinamico del laterizio e delle terrecotte

Marsciano, Palazzo Pietromarchi

Marsciano, Palazzo Pietromarchi

Il museo ha sede nel trecentesco palazzo Pietromarchi di Marsciano, principale centro dell’Umbria di produzione di laterizi e città interamente costruita in mattoni.
L’edificio oggi trasformato in museo fu costruito nel Trecento dalla famiglia dei conti Bulgarelli di Marsciano.
Il museo dinamico del laterizio e delle terrecotte “Enzo Briziarelli” si configura come punto di partenza per un percorso di visita esteso all’intera area comunale comprendendo i siti produttivi di Compignano e di San Fortunato, antiche fornaci che documentano la produzione preindustriale dei laterizi, e le antenne museali di Compignano e Spina, poli espositivi che fungono da centri di documentazione sulle tradizioni del territorio.
Dal 2004 gli ambienti del restaurato palazzo Pietromarchi espongono numerosi laterizi, cioè i mattoni, le tegole e i materiali per l’edilizia in genere, nonché le terrecotte decorative e di uso comune che hanno contraddistinto la produzione documentata nell’area comunale dall’età romana ad oggi. L’esposizione illustra anche le trasformazioni sociali e demografiche legate a questa attività con particolare riguardo alle fasi della lavorazione che hanno caratterizzato la produzione  preindustriale e quella industriale del luogo. Alcuni ambienti ospitano mostre permanenti, come quelle dedicate all’artista marscianese Antonio Ranocchia (1915-1989) e ai fischietti in terracotta.

Chiesa di San Giovanni Battista

Marsciano Chiesa di San Giovanni

Marsciano, Chiesa di San Giovanni

La chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, si trova già citata nel 1136 in una conferma di beni da parte di Papa Innocenzo II al vescovo di Perugia. L’attuale chiesa fu edificata sull’area di quella preesistente nel 1896 ed è caratterizzata da una bella facciata in stile romanico, con affiancato un Campanile ottocentesco dove è alloggiata. a quindici metri di altezza, la statua di San Giovanni Battista, opera degli scultori Teodoro Coletti e Mariano Laura, ed un raro orologio meccanico, opera del marscianese Salvatore Salvatorelli, che scandisce oltre le ore anche i giorni del mese, della settimana, i mesi e le fasi lunari.
L’interno della chiesa, in stile gotico a tre navate, custodisce pregevoli opere d’arte, altari in terracotta, opera del progettista Nazareno Biscarini, i primi tre nelle due navate laterali, ed uno dello scultore marscianese Antonio Ranocchia, il quarto in cima alla navata destra. Oltre a una tela di scuola Perugina del XVI sec., restaurata nel 1987 da Vakalis Nicolas e Rocco Simonetta, raffigurante una “Madonna in trono e santi”; un Crocifisso ligneo del XIII sec.; un Tabernacolo in legno del XVII sec.; una tela di Vincenzo Chialli ed altre interessanti opere pittoriche.

Le terrecotte e i laterizi

Marsciano Fornace di Compignano

Marsciano, Antica Fornace di Compignano

Marsciano è un centro conosciuto in particolare per la produzione di laterizi e terrecotte che rappresentano per la città il fil rouge attraverso il quale si snoda la sua storia, non solo da un punto di vista architettonico ed urbanistico, ma anche e soprattutto, di quello dei rapporti commerciali ed economici, delle famiglie imprenditoriali e della stratificazione sociale. La collocazione geografica di Marsciano e del suo territorio lungo l’importante corridoio di traffico rappresentato dall’antica via Orvietana, la ricchezza di argille di buona qualità, di boschi da cui trarre il legname e la disponibilità di acqua hanno reso possibile lo sviluppo e la presenza costante nel corso dei secoli della produzione fittile. Tale produzione nel periodo rinascimentale ha conosciuto un fiorente sviluppo documentato dalla presenza nell’area di almeno ventinove ollai, tanto che in alcuni scritti storici del ’500 veniva affermato che “l’essercitio principale di quegli huomeni è di fare le pignatte”. A poco a poco, la produzione delle terrecotte perse consistenza, a seguito anche della nascita di industrie che producevano in serie e con materiali diversi le suppellettili utilizzate nella vita quotidiana. A partire dalla seconda metà del XVIII sec. l’attività si orientò verso la fabbricazione di elementi per l’edilizia, con la nascita di aziende industriali legate alla produzione dei laterizi, il cui sviluppo porterà all’affermazione nel ’900 delle Fornaci Briziarelli che rappresentano il principale gruppo umbro operante nel settore. Oggi Marsciano è sede dell’Associazione Italiana Città del Laterizio, una rete nazionale che unisce tutte le 20 città dove si è sviluppata negli anni una significativa attività nel campo della produzione dei laterizi a livello industriale, artigianale o artistico.

I tessuti umbri

Tessuto Umbro

Tessuto tradizionale umbro con grifo di Perugia

Tra le attività artigianali di elevato pregio artistico, presenti nel comune di Marsciano, va certamente ricordata quella della produzione di tessuti umbri realizzata nel piccolo centro di San Valentino della Collina, a motivo della quale la città è inserita nell’itinerario regionale “La Strada del Tessile”. Un’antica impresa a carattere familiare fondata intorno alla metà del 1800 riproduce le celebri “Tovaglie Perugine”, le cui origini risalgono al XII secolo, si pensi che i tessuti con fasce blu per uso sacro o profano originarie della Siria e utilizzate dai cavalieri crociati come bisacce, sono state immortalate da celebri pittori quali Giotto, Simone Martini, Beato Angelico e Leonardo. La tessitura a mano del lino e del cotone che veniva fatta in passato con telaio “ a spola e licci” oggi è stata soppiantata dalle moderne tecniche che, tuttavia, ripropongono i disegni tradizionali con decori ispirati ai motivi tipici della ceramica derutese e con antiche simbologie, come il grifone etrusco, emblema della città di Perugia. La produzione artigianale, che comprende tovaglie, asciugamani, copriletti, tendaggi e tessuti per l’arredamento, può essere ammirata presso il piccolo museo della tessitura limitrofo al laboratorio Sposini Tessuti Umbri, visitabile gratuitamente previo appuntamento tel. 075-8784134. L’evento “Laboratori aperti” organizzato ogni anno nelle diverse località umbre della Strada del Tessile offre l’opportunità di entrare nel vivo della produzione per conoscere da vicino le varie fasi di questa antica arte, dando anche la possibilità di un diretto coinvolgimento nella creazione dei manufatti.