26 luglio 2017

La Fiera dei Morti a Perugia

Antichissima tradizione perugina che si rinnova ogni anno da più di sette secoli, la Fiera dei Morti è diventata nel tempo un evento turistico molto atteso per famiglie, bambini e curiosi di tutte le età. Una passeggiata tra i banchi, che espongono merci di ogni genere, diventa un pretesto per passare una giornata in compagnia e lasciarsi affascinare dai venditori che illustrano e propongono le loro specialità e invitano alla prova dei più diversi prodotti.

Difficilmente si potrà evitare una sosta tra le bancarelle di gastronomia, che allettano il palato con stuzzicanti aromi e offrono soste ristoratrici ai tavoli o piacevoli spuntini da gustare passeggiando tra i banchi. Norcineria e dolci tipici di stagione, tra i quali le gustose “fave dei morti”, morbidi biscotti di pasta di mandorle nati per entrare in comunione con l’anima dei defunti nel giorno della loro commemorazione, si accompagnano alle eccellenze gastronomiche di molte zone della penisola e delle regioni europee che, grazie al gemellaggio con Perugia, vengono a proporre le loro tradizioni locali in occasione della Fiera.

I luoghi

Allestita tra il grande spazio di Pian di Massiano, vicino allo stadio, e il centro storico, la Fiera dei Morti è anche un’occasione per visitare la città di Perugia e fare un giro sul Minimetrò, il moderno sistema di trasporto su rotaie che in soli otto minuti collega le due aree, tra gallerie e viadotti panoramici sulla città. Accanto alla fiera è ospitato un luna park itinerante che offre circa 130 attrazioni di ogni dimensione, in grado di andare incontro ai gusti di tgrandi e piccini.

Le date

Dal 1 al 5 novembre 2017, la Fiera dei Morti è aperta dalle prime ore del mattino fino alle 20, mentre i giochi, le bancarelle e le attrazioni del luna park restano aperti anche la sera. Nell’area di Pian di Massiano sono disponibili ampie zone di parcheggio e l’accesso al Minimetrò per raggiungere il centro storico è adiacente alla Fiera e al luna park.

Viaggio alle radici della tradizione tra fede, commercio e storia

Un vivace caleidoscopio di colori e profumi che affonda le proprie origini nel passato remoto della Perugia  e si rinnova di volta in volta in un rituale simbolico di ricongiungimento con gli antenati, che rallegra la memoria dei morti. Il nome infatti esprime il desiderio di rendere omaggio ai propri cari scomparsi, e al contempo addolcirne la tristezza del ricordo. La funzione simbolica e di aggregazione trova così la sua espressione nella Fiera che, nell’immaginario collettivo, segna anche il passaggio dalla bella stagione ai tempi rigidi dell’inverno, accolti con cinque giornate dedicate agli acquisti utili per i mesi più freddi.

La Fiera dei Morti, già descritta come una consuetudine negli annali cittadini del 1260, in epoca medievale era chiamata Fiera di Ognissanti e si inseriva in un ricco calendario di attività, con lo scopo di commerciare principalmente in prodotti agricoli e bestiame, che si tenevano nel periodo estivo e autunnale sia per l’ampia disponibilità dei raccolti che per consentire alla popolazione locale il rifornimento prima delle difficoltà invernali. Le fiere godevano di esenzioni particolari, come la dispensa da dazi e imposte e la “pace di fiera”, ossia la libertà di commerciare per chiunque, compresi coloro che avevano problemi con la giustizia per cause civili. Le fiere erano anche un grande evento per la città che le ospitava, perché richiamavano grandi afflussi di persone. Alla fiera, i cantastorie, gente di teatro, avventurieri e viaggiatori portavano l’informazione che oggi viaggia attraverso i canali della multimedialità. In tal modo, si favoriva il transito delle notizie e si rompeva momentaneamente il tradizionale isolamento delle popolazioni umbre, sfavorite sul piano delle comunicazioni, data anche la conformazione del territorio.

Nel periodo della Fiera di Ognissanti, a Perugia si tenevano antichi giochi come la caccia al toro, la corsa dell’anello e la corsa del palio o della quintana, che nell’800 vennero sostituiti da tombole in piazza e attività circensi. Oggi, i giochi tradizionali hanno lasciato il posto al luna park, i cosiddetti “baracconi”, presenti nell’area fiera dalla metà di ottobre alla metà di novembre. A partire dal ’600 il grande mercato cambiò nome in Fiera dei Defunti, e solo nell’800 prese il nome attuale.

Fino ai primi decenni del XIX secolo era ospitato nel centro storico, nell’antico rione di Porta San Pietro. Successivamente, l’attività di compravendita del bestiame impose il suo spostamento in zone esterne alle cinte murarie che racchiudono l’acropoli, più ampie e facilmente raggiungibili. L’attuale sistemazione risale al 1975, ma una parte dell’evento viene ancora allestito tra le vie più caratteristiche del centro storico e rappresenta una opportunità per una visita al cuore della città medievale, tra la splendida Piazza IV novembre, con la Fontana Maggiore e il Palazzo dei Priori, e l’elegante corso intitolato a Pietro Vannucci, che termina nei Giardini Carducci, “salotto” panoramico di Perugia con vista sulla Valle Umbra fino ad Assisi.

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