San Venanzo
San Venanzo sorge sulla sommità di un colle alle pendici del monte Peglia, a segnare il confine tra il territorio del medio Tevere e dell’orvietano.
Il paese è immerso in un ambiente naturale ricco di vegetazione e coperto per buona parte da boschi, su un terreno anticamente occupato da vulcani, interessante per la presenza della venanzite, minerale unico al mondo nel suo genere.
Il nucleo centrale del paese si estende intorno a piazza Roma dove si trova il Museo Vulcanologico, nato per valorizzare l’area vulcanica. Adiacente al museo è l’ex villa Faina, arricchita da giardini, dove sono visibili tracce dell’antico castello medievale, due torri e parte del fossato. All’interno del borgo sono da visitare la chiesa parrocchiale di recente costruzione dedicata a San Venanzo e la chiesa della Madonna Liberatrice del XIV secolo, dove è conservata una tavola della scuola del Perugino. Appena fuori le mura si raggiunge il “boschetto di San Venanzo”, ciò che rimane dell’antico parco di villa Faina.
La ricchezza di San Venanzo è il suo ambiente naturale incontaminato, tra i più suggestivi della regione. Di grande interesse naturalistico il Parco dei Settefrati, situato in prossimità della cima del monte Peglia: l’area verde ospita una riserva faunistica protetta ed il centro di documentazione ambientale del Monte Peglia.
Il borgo è immerso in uno splendido paesaggio abitato fin da epoca etrusca; sono state rinvenute importanti testimonianze negli scavi archeologici di Poggio delle Civitelle. Il materiale ritrovato conferma la presenza degli Etruschi ed avvalora l’ipotesi che Poggio delle Civitelle fosse un avamposto difensivo per Orvieto, con all’interno una fabbrica di armi, vista la grande quantità di materiale ferroso scoperta nel sito.
Da non dimenticare anche il nutrito sistema di castelli, tutti facilmente visitabili, a corona del territorio circostante: Rotecastello, con la cittadella ancora intatta, dotata di una fitta rete di camminamenti sotterranei e di una porta ad arco per l’accesso, Ripalvella, Civitella dei Conti, San Vito in Monte, dove si trova anche una sorgente di acque oligominerali, Pornello, Poggio Aquilone, posto sulla sommità di una collina marnoso-calcarea che domina l’intatta valle del torrente Fersinone e Collelungo, dove si trova anche il Santuario della Madonna della Luce.
Di particolare interesse naturalistico sono le frazioni di San Marino, con il bosco della Melonta, area protetta di grande valenza ambientale, ed Ospedaletto che, ad 800 metri s.l.m., è il punto di maggior richiamo turistico del Comune, le pinete, i parchi e la riserva faunistica sono meta continua di turisti.
Le prime tracce di insediamenti umani risalgono al periodo paleolitico, sono stati effettuati ritrovamenti di reperti risalenti al Paleolitico, breccia ossifera villafranchiana del Monte Peglia, al Neolitico e all’età del bronzo e del ferro, ora conservati al Museo archeologico di Perugia. Anche gli Etruschi hanno lasciato tracce consistenti della loro presenza, come attestano gli scavi archeologici di Poggio delle Civitelle, che hanno recentemente portato alla luce un abitato di notevoli dimensioni, attivo fino alla tarda età imperiale, costruito lungo l’asse viario che collegava Perugia ad Orvieto. Il primitivo nucleo abitativo nasce nell’VIII secolo in funzione di difesa del corridoio bizantino. Secondo la tradizione locale il passaggio delle spoglie di San Venanzo martire diede l’avvio alla formazione del primo insediamento urbano. Il piccolo borgo fortificato rimase sotto l’influenza dei vescovi di Orvieto fino ai primi anni del XIII secolo, quando venne coinvolto nelle frequenti guerre tra le città di Todi ed Orvieto per il controllo del territorio. Fu feudo della famiglia Monaldeschi dal 1295 al 1415, anno in cui passa sotto l’influenza della vicina Parrano. Nel 1437 la popolazione si ribella; le sommosse causarono la distruzione del castello. Dal XVI al XVIII secolo fece stabilmente parte della delegazione di Orvieto fino al 1929, quando divenne comune autonomo. La vera e propria rinascita culturale ed urbana si ebbe a partire dal XVIII secolo con la famiglia Faina, nell’Ottocento i Faina vi costruirono la propria residenza di campagna, oggi palazzo comunale, sui resti dell’antico castello.
Parco e Museo Vulcanologico
In questa zona, 265mila anni fa, era attivo uno dei 3 vulcani “bonsai”, di circa 500 m. di diametro e 30 m. di altezza, identificati da studi recenti, che hanno permesso di sviluppare anche il filone del turismo didattico-ambientale con l’apertura del Parco e Museo Vulcanologico. Il Museo è attivo dal 1999, il palazzo che lo ospita risale ai primi anni del XIX secolo, ed è un punto di riferimento per studenti e studiosi che vogliono approfondire lo studio delle rocce ignee, del metamorfismo e delle forme del vulcanismo. Il percorso si articola in quattro sale espositive nelle quali sono conservati materiali di particolare interesse, perla del Museo è la venanzite, roccia molto rara derivata dal consolidamento della lava, la cui composizione è pressoché unica al mondo e che ha contribuito a diffondere il nome della piccola cittadina nel mondo, la venanzite può essere visualizzata in loco in un’antica cava che è il fulcro del Parco Vulcanologico, vero e proprio museo all’aria aperta; esposti ancheun uovo di dinosauro proveniente dalla Cina ed il cranio di Elephas meridionalis, rinvenuto nei pressi dell’area. Il Parco Vulcanologico si snoda invece attraverso un percorso di circa 2 km. lungo il quale i visitatori possono ripercorrere la storia del vulcano e, tra le altre cose, ammirare i resti di un cava di macine in pietra a testimonianza delle antiche attività estrattive della zona.
Lo scopo primario dell’esposizione è quindi quello di illustrare il significato geologico e ambientale di eruzioni verificatesi nell’area di San Venanzo mettendole in relazione con i fenomeni vulcanici in generale.
Piazza Roma, 1- Tel. 075 875482 – SAN VENANZO
Apertura Marzo – Settembre
Tutte le domeniche: 10.00-13.00/15.00-18.00
Durante tutto l’anno, visite guidate e apertura in altri giorni su prenotazione
Informazioni e prenotazioni
Cooperativa Terra
Tel: 0763 831075 – 331 6742260
www.tuttinterra.com
Parco dei Settefrati
Il Parco dei Settefrati è un parco attrezzato, situato in prossimità della cima del monte Peglia, con un’area pic-nic con focolari e legna, un chiosco bar, un anfiteatro per manifestazioni e una rete di sentieri percorribili a piedi, a cavallo e mountain bike immerso in un bosco di querce ad alto fusto e pinete alternate a prati perfettamente attrezzati per lo svago.
All’interno del Parco di Settefrati si trova il Centro Documentazione ed Educazione Ambientale, gestito dalla Coop Terra, l’attività è collegata ad una rete di Centri e Laboratori che fanno del Monte Peglia un grande museo-laboratorio territoriale.
Il Centro, dispone di ampi locali con accesso per disabili, sale mostra tematiche sul ciclo dell’acqua, comprensivo di acquario con ittiofauna locale, sulla geologia e flora locali, sale per proiezione e laboratorio. La Coop Terra organizza escursioni e visite guidate nella zona.
I boscosi versanti del monte Peglia tra Orvieto e San Venanzo, con la loro vasta rete di sentieri segnalati, sono l’ideale per tutti i turisti o studenti che intendono praticare il trekking naturalistico o il trekking didattico, trasformando una passeggiata nella natura in una vera e propria esperienza didattica a cielo aperto.
Oltre alla natura, i visitatori hanno la possibilità di scoprire la cultura locale, vecchie tradizioni e antichi stili di vita. Gli itinerari escursionistici sono facili e alla portata di tutti, collegano antichi borghi e tipici casolari umbri.
Inoltre alcuni “sentieri natura” e “sentieri tematici”, fra i quali l’affascinante Campo delle Farfalle, attraversano l’area consentendo di osservare animali selvatici in libertà, uccelli rari e una grande varietà di fiori e lepidotteri.
Parco dei Settefrati
Centro di Documentazione Flora e Fauna del Monte Peglia
Aperto su prenotazione
Riferimenti:
Cooperativa Terra
Tel: 0763 831075 – 331 6742260
www.tuttinterra.com








































































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