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Monte Castello di Vibio

Monte Castello di Vibio

Monte Castello di Vibio, panorama

Monte Castello di Vibio per la sua suggestiva posizione è stato ribattezzato il “paradiso perduto”.

E’ un caratteristico borgo medievale adagiato sulla sommità di un colle a 422 metri, si sale al centro storico tra stretti vicoli e vecchi edifici medievali fino all’antica Porta Maggio dalla quale si apprezza un vasto panorama che spazia sulla valle del Tevere, con vedute di incomparabile bellezza. Dalla terrazza di piazza Vittorio Emanuele II si può ammirare un ampio e spettacolare panorama a sud dell’Umbria fino a scorgere i monti del Lazio e dell’Abruzzo.

Qui il modello di vita è quello che ci fa apprezzare quei valori che da altre parti sono andati perduti, la cordialità della gente, le tradizioni, l’arte, la cultura, la bellezza della natura, i sapori e i profumi che questa terra ci offre.
Il nome del paese deriva dalla “gens Vibia”, nobile famiglia romana, che qui ebbe numerosi possedimenti. La sua struttura urbanistica è quella tipica di un tipico castello medievale, costruito su una posizione di dominio sulla valle del Tevere. Questa sua posizione strategica costituì un forte motivo per le ambizioni territoriali della vicina e potente città di Todi, che controllò a lungo il borgo e che in seguito alle ripetute ribellioni fu costretta ad abbatterne le mura. Nel 1303 la rocca venne ricostruita dalla stessa Todi, che la inserì nel suo sistema difensivo. Il carattere fiero dei montecastellesi continuò comunque a prevalere fino al 1596, quando Todi riuscì a consolidare definitivamente il suo potere. In epoca napoleonica conobbe un periodo di splendore, aprendosi alle nuove idee con iniziative di grande importanza. Divenne Comune dopo la seconda restaurazione pontificia del 1814.

Nel cuore del paese si trova un gioiello unico, il teatro della Concordia, unico nella sua struttura: è detto il “teatro più piccolo del mondo”, con 99 posti suddivisi tra i palchi e la platea. Inaugurato nel 1808, fu progettato in pieno clima post rivoluzione francese ed intitolato a quella “concordia tra i popoli” che si andava ricreando in Europa agli inizi dell’ottocento: fu realizzato su iniziativa di alcune famiglie illustri del paese per costruire a Monte Castello di Vibio un luogo di divertimenti e riunioni.

Il centro storico, che dall’alto si presenta a forma di cuore, riproduce fedelmente la struttura urbanistica di un borgo fortificato medievale. Da vedere la chiesa di Sant’Illuminata o del Santissimo Crocifisso che affonda le sue origini nel XV secolo e dove si venera un crocifisso ligneo del ’400, la torre di porta di Maggio, torre merlata posta a sentinella sulla vallata verso Todi, da cui un tempo Monte Castello si difendeva per le continue incursioni della vicina città tuderte, la chiesa dei Santi Filippo e Giacomo del XIX secolo e la cappella della Madonna delle Carceri del XVI secolo.

Nei dintorni meritano una visita i resti dell’abbazia di San Lorenzo in Vibiata, antico edificio romanico, l’abbazia di San Maria in Monte, in località Doglio, e l’oratorio di santa Maria alle Rotelle, del XVII secolo.

Chiesa di San Lorenzo in Vibiata
Da Monte Castello di Vibio, scendendo lungo la strada della Madonna delle Carceri, si arriva ai resti della chiesa di San Lorenzo dell’XI secolo, annessa ad un complesso rurale in abbandono. La chiesa, priva di copertura per il crollo del tetto, è l’unica cosa che si conserva dell’antica struttura originaria. La facciata, sopra la quale oggi sta crescendo la vegetazione, è molto semplice. Terminante a capanna, si caratterizza di una porta ad arco, non originale, sopra la quale si apre una bifora con capitello a stampella. Sotto al timpano un leggero motivo decorativo attraversa tutta la facciata. L’interno è ad un’unica navata con presbiterio rialzato ed abside semicircolare con bifora. Purtroppo oggi non è visitabile a causa del suo stato di degrado.

Piccolo teatro della Concordia
Il teatro di Montecastello di Vibio, con i suoi novantanove posti suddivisi tra i palchi e la platea, è detto il “teatro più piccolo del mondo”. Si legge in un documento dell’epoca che “venne costruito piccolo perché a misura del suo paese”. Fu progettato in pieno clima post rivoluzione francese, 1789, e poi intitolato proprio a quella “concordia tra i popoli” che si andava ricreando in Europa agli inizi dell’ottocento. Fu costruito grazie alle finanze di nove famiglie illustri del paese che si diedero da fare perché questo diventasse luogo di divertimenti e riunioni, c’era anche un caffè-salotto. Fu inaugurato nel 1808. Nel 1892 Luigi Agretti, appena quattordicenne, che si trovava in villeggiatura a Montecastello proveniente da La Spezia, affrescò le sale. Lui era figlio del perugino Cesare, già autore delle decorazioni del telone e dei fondali del teatro. Qui Agretti figlio sprigionò le sue prime espressioni artistiche. Questo giovine lasciò impresso nei colori dei suoi dipinti le sensazioni della sua precoce vitalità, contribuendo ad indicare questo luogo, attraverso la dedica rivolta al paese, come un oasi di tranquillità. Nel 1914 vennero installate in platea 36 poltroncine, oggi 37. Purtroppo il teatro chiuse i battenti nel 1951 e negli anni Sessanta subì un crollò che interessò il tetto. Data la situazione gli abitanti di Monte Castello arrivarono all’autotassazione per finanziare i primi interventi di recupero, la Regione poi continuò il restauro con finanziamenti comunitari. L’opera di recupero, che ha permesso di mantenere la stessa struttura lignea originale che sorregge i palchetti, è terminata nel 1993.

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