Deruta

Deruta

Deruta, città della ceramica

Deruta è la città della ceramica, artigianato secolare e di grande tradizione: ogni casa ha la sua fornace ed espone, nell’area antistante alla fabbrica, i pezzi che produce.

Deruta sorge sulle colline che costeggiano la riva sinistra del fiume Tevere e domina un panorama di colli che degradano sui fertili campi della vasta pianura sottostante. Città nota per le sue maioliche, aderisce all’Associazione Italiana Città della Ceramica.

Città di antiche origini, nel XII secolo la conquista del territorio da parte di Perugia trasformò Deruta in una roccaforte di confine e difesa contro Todi ed altri potenziali nemici. Nel XIII secolo aveva un proprio Statuto e poteva governarsi con autonomia da Perugia. Nel XIV e XV secolo fu sconvolta da alterne dominazioni, distruzioni e grandi pestilenze. Il dominio della famiglia perugina dei Baglioni, iniziato nel 1500, favorì la ricostruzione di gran parte della città che poté risorgere nuovamente dalle sue macerie. Nel 1540, durante la “Guerra del sale”, si schierò con la Chiesa che vinse la guerra e compensò Deruta con l’esonero dalle tasse per molti anni, da allora entrò a far parte dello Stato Pontificio fino all’Unità d’Italia. A partire dalla metà del ’500 godette di un lungo periodo di pace che coincise con il massimo sviluppo della produzione della maiolica che ha reso famosa Deruta nel mondo.

Arrivando a Deruta, a colpire lo sguardo è la fila di fabbriche di ceramiche allineate lungo la strada Tiberina che corre parallela alla E45. Dopo aver girovagato tra tanti oggetti, per vedere il paese antico è necessario salire a Deruta alta. Alla fila di piccole casefornaci si sostituisce un borgo medievale con chiese, palazzi, torri, piazze e vicoli antichi, da vedere la Porta San Michele Arcangelo ai cui lati vi sono tracce dell’antica cinta muraria; superata la porta sono visibili testimonianze di alcune fornaci e la piazzetta Biordo Michelotti, su cui si affaccia la chiesa di San Michele Arcangelo con facciata romano-gotica; dopo la Fontana, a pianta poligonale, realizzata dai quinqueviri del Comune nel 1848, si apre piazza dei Consoli con il Palazzo comunale, sede della Pinacoteca, dove si trova un’importante raccolta di dipinti provenienti dalle chiese di San Francesco, Sant’Antonio, dei Defunti di Ripabianca e dall’ospedale di San Giacomo, e una parte della ricca collezione di Lione Pascoli, si possono ammirare, tra gli altri, dipinti del Perugino e dell’Alunno. Davanti al palazzo comunale la chiesa di San Francesco, in stile gotico, ed attiguo l’ex convento, fondato nel 1008 dai monaci benedettini e ceduto poi ai francescani, che dal 1998 ospita il Museo Regionale della Ceramica, dove si possono ammirare magnifiche opere in ceramica di epoca compresa tra il periodo arcaico ed i giorni nostri.

Da vedere anche la chiesa di Sant’Angelo con facciata romano-gotica, la chiesa di Sant’Antonio Abate, che conserva significativi affreschi di Bartolomeo e Gian Battista Caporali, e la piccola chiesa della Madonna del Divino Amore, oggi nota col nome di Madonna della Cerasa.

Lungo la via Tiberina la piccola chiesa della Madonna delle Piagge del 1601, la cui facciata è ornata da una bella maiolica, vicino alla quale è visitabile un interessante Museo di maioliche.

Da visitare il vicino Santuario della Madonna dei Bagni, nella chiesa sono esposti oltre 600 ex voto in ceramica, testimonianza della fede popolare attraverso i tempi e significativa documentazione della tecnica ceramica derutese dal ’600 ad oggi e il Castello di San Nicolò di Celle, Castellone ed i resti del Castello di Casilina.

Museo Regionale della Ceramica
Largo San Francesco, Deruta (PG)

Deruta Museo Ceramica

Deruta, Museo Regionale della Ceramica

Il museo è stato fondato nel 1898 per volere del notaio derutese Francesco Briganti e da un gruppo di notabili locali, il museo è, nella sua tipologia, il più antico in Italia. Dal 1998 è ospitato nel trecentesco convento di San Francesco interamente restaurato, attiguo all’omonina Chiesa. Il percorso si articola in quattordici sale, distribuite su tre livelli, e in un grande ambiente, adibito a deposito di materiali ceramici, attrezzato anche per attività di studio. Al piano terra sono inoltre periodicamente allestite delle mostre temporanee ed una biblioteca specialistica in storia della ceramica, che contiene più di 1400 volumi.
Oltre ad una sezione archeologica, che offre un esemplificativo panorama delle principali produzioni di epoca antica in Italia e Grecia, il museo documenta in modo sistematico la produzione locale dal periodo medievale al Novecento. Di un certo interesse è la sezione della maiolica a lustro, tecnica che rese particolarmente famose le botteghe derutesi nel Cinquecento, nonché quella riguardante la produzione “compendiaria” del XVII secolo, caratterizzata da complessità decorativa e cromatica. Sezioni tematiche sono quelle dedicate alle ceramiche da farmacia, ricomposte nell’originale arredo di un’antica spezieria, ai cinquecenteschi pavimenti in maiolica e al nucleo di targhe votive, spesso ispirate a quelle del vicino santuario della Madonna dei Bagni.
La peculiarità che rende unico il museo è la presenza di una torre metallica di quattro piani comunicante su tutti i livelli con l’edificio dell’ex convento; si tratta di un’ imponente struttuttura riservata ai depositi, accessibile al pubblico e debitamente attrezzata per attività di studio.

Chiesa di San Francesco
piazza dei Consoli, Deruta (PG)
L’edificio, documentato dall’XI secolo con il nome di Santa Maria, nel XIII secolo passò ai francescani che la intitolarono al santo patrono del loro ordine e la ricostruirono in forme gotiche.
L’esterno, più volte restaurato, è in conci di arenaria. La facciata, del tipo a capanna, presenta portale ogivale e rosone circolare in pietra bianca e rosata con eleganti motivi decorativi.
Lungo il fianco destro si aprono, sia un portale leggermente strombato con lisce colonnine, che delle  bifore ogivali che proseguono anche nell’abside. In prossimità di quest’ultima si erge l’antico campanile, un tempo coronato da cuspide, caratterizzato da aggettanti cornici marcapiano e bifore.
L’interno, ad unica navata con copertura a capriate, conserva numerose tracce dell’antica decorazione pittorica. Partendo dalla parete destra, in una nicchia è raffigurato Sant’Antonio da Padova e i suoi miracoli (XV secolo) mentre a sinistra della seconda bifora è una Madonna con Bambino e santi grande affresco di scuola umbro-senese in parte perduto (XV secolo).
Nel presbiterio, sull’arco trionfale sono rappresentati i Quattro Evangelisti mentre nell’abside in alto a sinistra è raffigurata la Resurrezione di Cristo (XIV secolo).
Seguono nella parete sinistra una Santa Caterina d’Alessandria, protettrice dei ceramisti di Deruta, e una Veduta di Deruta in mattonelle maiolicate di fabbricazione locale (1919), un Martirio di Santa Caterina e una Madonna con Bambino, Santa Caterina e un committente del XIV secolo, la cappella della Madonna del Rosario e una nicchia con affreschi della Madonna e i Santi Francesco e Bernardino di Domenico Alfani, mentre sotto è il San Girolamo e Antonio da Padova di Giovan Battista Caporali.
Nel primo altare a sinistra della chiesa, detto Altare dei Dolori, era inoltre l’affresco di Pietro Perugino, oggi  staccato e conservato in pinacoteca Civica, raffigurante il Padre Eterno, San Romano e San Rocco.
Attiguo al fianco sinistro è il chiostro, in fondo al quale è la porta che immette nel convento, oggi sede del museo Regionale della Ceramica.

Pinacoteca Comunale
Piazza dei Consoli, 1  Deruta (PG)
La Pinacoteca comunale è allestita dal 1999 all’interno di palazzo dei Consoli. L’edificio trecentesco presenta forme gotiche nella parte inferiore mentre la fascia soprastante è frutto di rifacimento settecentesco.
Primitiva sede del museo Regionale della Ceramica, con il definitivo trasferimento nel 1998 di quest’ultimo nella nuova sede del convento di San Francesco, il palazzo è stato interamente dedicato ad accogliere la collezione storico-artistica. Formatasi a partire  dagli inizi del Novecento con opere già appartenenti a chiese demaniate, la raccolta si è andata via via arricchendo nel corso del secolo, e soprattutto nel 1931, quando Consilia Pascoli, erede del collezionista e scrittore d’arte Leone Pascoli, donò al comune circa quaranta opere.
Conserva al primo piano pitture provenienti dalla chiesa di San Francesco e del circondario tra cui spiccano la Madonna dei Consoli e il gonfalone di Sant’Antonio Abate di Niccolò di Liberatore detto l’Alunno e l’Eterno e i santi Romano e Rocco di Pietro Vannucci detto il Perugino.
La Madonna dei Consoli del 1457, firmata e datata, è la più antica opera certa dell’Alunno conosciuta finora. Fu realizzata per la locale chiesa di Santa Maria dei Consoli, poi di San Francesco e costituiva l’elemento centrale di un polittico. Sui pannelli laterali, segati e venduti nella prima metà dell’Ottocento, erano raffiguranti a sinistra Caterina d’Alessandria e Ludovico da Tolosa, a destra Antonio di Padova e Sebastiano. Fu commissionata da Jacobus Rubei de Deruta, rappresentato in basso: forse un vasaio, come lascerebbe pensare la perduta immagine di santa Caterina di Alessandria, che, essendo raffigurata con a fianco la ruota, è considerata protettrice della corporazione di tali artigiani. La presenza di san Sebastiano, solitamente invocato contro la peste, induce anche a credere che l’opera sia stata realizzata durante l’epidemia che colpì la città tra il 1456 e il 1458.
Al secondo piano è stata collocata la collezione dello storico e critico d’arte Lione Pascoli, vissuto nel XVII secolo. Le circa quaranta opere donate sono state realizzate da artisti attivi tra il XVII e XVIII secolo come Giovan Battista Gaulli, Sebastiano Conca, Francesco Trevisani, Antonio Amorosi, Francesco Graziani e Pietr Van Blomen e sono altamente rappresentative del collezionismo romano di primo Settecento.

Palazzo dei Consoli
Piazza dei Consoli, 1  Deruta (PG)

Deruta ceramica

Deruta, ceramiche

Il Palazzo dei Consoli di Deruta, oggi sede della Pinacoteca Civica e di uffici comunali, fu eretto nel corso del Trecento ed ha forme gotiche nella parte inferiore, mentre la fascia sovrastante è frutto di un rifacimento settecentesco opera  del perugino Pietro Carattoli.
L’edificio presenta sul prospetto un portale, tre  bifore ogivali e un leone in travertino di Traù donato dalla città di Zara. Nello spazioso atrio sono raccolti reperti archeologici e frammenti architettonici di epoca medievale e rinascimentale, dei quali non è nota la provenienza o il luogo di ritrovamento.

Prenotazioni



  • Richiesta disponibilità
  • Ti chiamiamo noi
  • Dicono di noi
  • eco-friendly hotel
  • Area business, si in Umbria per lavoro?
  • Ristorante
  • Benessere
  • Video
  • Fotografie

Oasi Villaggio Card

Offerte

Recensioni Trip Advisor

Cerca nel sito