Collazzone
Situato nella parte centrale dell’Umbria, a metà strada tra Perugia e Todi, Collazzone si trova a un’altitudine di m. 469 s.l.m., in posizione dominante con mura e torri medievali e gode di una privilegiata ubicazione panoramica.
Il territorio è attraversato dal fiume Tevere e dal Torrente Puglia, le sue colline sono ricche di boschi di querce e di pini, che con gli uliveti rendono l’ambiente salubre e ospitale. Per la sua quiete, la salubrità e la ricca vegetazione è conosciuto come riposante posto di villeggiatura estivo.
Isolato per tanti secoli dai baluardi collinari, conserva oggi una fisionomia sobria e severa. Quasi totalmente cinto dalle antiche mura turrite, Collazzone si presenta ancora come un antico borgo medioevale.
Dalle mura del castello è possibile ammirare lo stupendo paesaggio della vallata del Tevere, da Perugia fino a Todi, rimanendo immersi nel caratteristico paesaggio collinare umbro, misto di boschi e di terreni coltivati secondo le tradizioni di un tempo.
Pochi comuni possono vantare un passato così ricco e suggestivo. Se incerta è l’origine del nome, certa è invece l’appartenenza del luogo ad un forte insediamento romano, come attestano le numerose testimonianze archeologiche sparse in tutto il territorio.
In epoca mesozoica Collazzone fu sommerso dalle acque che formavano il lago Tiberino, sulle cui rive vivevano animali preistorici. Resti di questi mastodontici animali furono trovati già negli anni trenta del XVIII secolo. Quando le acque si ritirarono ed il Tevere formò il suo corso, su queste terre si insediò l’uomo. Gli Umbri ne furono i primi abitanti, cui succedettero gli Etruschi e poi i Romani. Dopo la caduta dell’Impero romano fu conteso tra il Ducato di Roma e di Spoleto finché, nell’VIII secolo, furono tracciati i confini che inserirono Collazzone nei domini di Todi. Durante il XIII e XIV secolo, dopo un breve periodo di autonomia comunale e gli scontri tra Guelfi e Ghibellini, il governo del territorio da parte di un nobile investito dal Papa, la famiglia Baglioni di Perugia, fu annesso allo Stato Pontificio fino alla nascita del Regno d’Italia.
Il borgo, di origine medioevale, conserva le caratteristiche essenziali dell’architettura militare longobarda, con le sue mura medioevali, i terrapieni, i contrafforti, i torrioni ancora intatti, e le piccole e strette vie.
Nei dintorni, poco distante dalle mura del castello, il Convento di San Lorenzo, sede benedettina dal 1227 e poi francescana dal 1236: composto da un massiccio corpo di fabbrica in muratura e da una chiesa. Ritenuto di origine romanica, una conferma è data dalla struttura della cripta sotterranea dove, secondo la tradizione, morì Jacopone da Todi nella notte di Natale del 1306.
La tradizione storica fa risalire il primo nucleo abitato all’VIII secolo, quando il nobile Azzone si impadronì del territorio dando origine alla sua signoria per conto dei potenti duchi di Spoleto. L’ingresso a sud fu protetto con una saracinesca, di cui oggi rimangono soltanto i cardini. Altre porte minori permettevano l’accesso, di un solo uomo alla volta, in città. All’interno delle mura sovrastava il mastio, ubicato dove oggi si trova la chiesa parrocchiale, mentre più al sicuro era il palazzo Baronale. Contemporaneamente sulla vicina altura di San Giovanni sorse un’abbazia francescana dedicata a San Lorenzo.
Con la decadenza del Ducato di Spoleto Collazzone si organizzò in libero comune, con un suo Statuto, ma l’autonomia ebbe breve durata, scontrandosi con la potenza e il prestigio prima di Todi, poi di Perugia, che se la contesero per molto tempo.
In questo periodo due grandi religiosi, che seguirono la regola francescana, trascorsero parte della loro vita a Collazzone: il Beato Simone (Collazzone 1208 – Spoleto 24 Aprile 1250) e Jacopone da Todi che qui morì la notte di Natale del 1306.
In questi anni di continue ostilità interne ed esterne, Collazzone rappresentava un punto strategico, per questo Malatesta Baglioni, signore perugino, rafforzò e ampliò le mura cittadine inglobando anche costruzioni ad oriente del castello. Il possesso personale della ricca famiglia perugina divenne così un luogo sicurissimo, in cui trovò rifugio Giovan Paolo Baglioni, unico superstite della strage di Senigallia.
La morte di Orazio, ultimo dei Baglioni, segnò, nel 1647, il passaggio di Collazzone alla Santa Sede, che si interruppe durante la parentesi napoleonica. Quando venne ripristinata a Todi la dominazione pontificia, Collazzone ottenne l’indipendenza comunale, che poi, con l’annessione al Regno d’Italia, gli fu confermata.
Gradevole è passeggiare a piedi per visitare la parte antica del centro, partendo dalla piazza principale, dove domina maestosa la chiesa parrocchiale dedicata a San Lorenzo con un campanile settecentesco, costruito su uno dei torrioni del castello, ancora visibile dietro l’abside della chiesa nuova che sostituì l’antica parrocchiale del 1671, all’interno conserva una pregevole Madonna lignea policroma del XIII secolo, una tela che ritrae San Carlo Borromeo datata 1615, opera del pittore Pietro Paolo Sensini, del quale si può ammirare anche un altro dipinto, “Adorazione dei pastori”. Poco distante l’antica chiesa di San Michele Arcangelo, considerata la prima cappella del castello. Ugualmente interessante, sull’attuale piazzetta Jacopone, ricavata dall’antico chiostro del monastero, il palazzo Comunale con il portale attribuito al Vignola. Lasciando la piazza per infilarsi in una delle qualsiasi viuzze che da essa si irradiano si entra nel cuore della cittadella dove ogni angolo è un pezzo di storia, un bellissimo esempio di architettura medioevale.
Collazzone e i piccoli borghi del territorio circostante hanno origini medioevali e i loro centri storici sono racchiusi da mura castellane, molto interessanti: il Castello di Assignano, completamente immerso nella campagna, del quale è rimasto ben conservato il Torrione principale e le fortificazioni della porta d’ingresso; il castello di Canalicchio, risalente al X – XI secolo, forse edificato in seguito alla trasmigrazione di una piccola comunità di servitù al monastero benedettino di San Fortunato, è proprio a questo santo che è dedicata una piccola chiesetta che si incontra poco prima di arrivare al borgo, dove ogni anno, il I Maggio, si celebra la fiaccolata di maggio, rievocazione agreste propiziatoria e la chiesa dei santi Filippo e Giacomo, situata all’interno delle mura castellane, costruita intorno alla metà del ‘600 e che accoglie alcune tele di notevole interesse, ad opera del pittore Marcello Leopardi (Potenza Picena 1750 – Roma 1796) e inoltre Collepepe, dove si trovano la chiesa della Madonna del Buon Consiglio ed i resti del rudere conosciuto con il nome “Le Carceri” che testimoniano la presenza dei Romani nel territorio in epoca tardo Imperiale intorno al I secolo d.C., ad oggi rimane una grande cisterna per la raccolta d’acqua, realizzata a servizio delle terme di una villa romana oppure utilizzata dal sistema idrico di un consistente insediamento abitativo dell’epoca.
Inoltre il territorio collinare, immerso nel verde della campagna umbra, offre la possibilità, a chi ama la natura, di percorrere sentieri che mettono in risalto le ricchezze ambientali e paesaggistiche. Più percorsi consentono agli escursionisti di conoscere le varie specie vegetali, faunistiche, ruderi di antichi molini ad acqua, conventi e castelli. Inoltre lungo i sentieri ci si può fermare alla sorgente d’acqua sulfurea o alla vecchia miniera, luogo dove veniva estratta la lignite per le necessità energetiche delle due guerre mondiali. Ciò testimonia che in passato il territorio era ricco di boschi di conifere, di querce e di castagni.

Chiesa di San Lorenzo
La chiesa parrocchiale di San Lorenzo si trova al centro di Collazzone, davanti alla piazza principale intitolata ad Umberto I, recentemente pavimentata in cotto.
Fu edificata tra il XIX e il XX secolo su quello che un tempo era il cassero del castello. La facciata si caratterizza sia per il bel rosone che per le decorazioni in cotto locale.
All’interno sono conservate opere di pregevole interesse, tra cui una scultura lignea, policroma, del XIII secolo raffigurante la Madonna con il Bambino, è tra gli esempi più alti dell’arte umbra. Ai lati del tabernacolo sono stati aggiunti, nel XV secolo, due Angeli, di manifattura locale. Sulla parete destra della chiesa, da notare un piccolo, ma interessante, affresco raffigurante la Madonna con Bambino riferibile al XIV secolo.
Abbazia di San Lorenzo
L’abbazia benedettina di San Lorenzo sorge in località San Lorenzo su un altura chiamata “di San Giovanni” a poca distanza dal paese omonimo. Il colle, nel quale si trovava anche un’antichissima chiesa oggi completamente distrutta, deriva il nome dal famoso ordine dei cavalieri di San Giovanni che erano i proprietari dell’intera località un tempo appartenuta ai Templari.
È difficile oggi intuire la conformazione dell’antico convento che risulta notevolmente modificato a seguito di interventi avvenuti nel corso dei secoli. Ciò che risulta meglio visibile è certamente la chiesa: una struttura semplice suddivisa in tre navate da archi a tutto sesto e caratterizzata da una copertura a capriate lignee.
Di più antica costruzione è la cripta romanica che, nonostante alcune modifiche avvenute nel XVII secolo, conserva l’impianto originario. Presenta una pianta rettangolare coperta da quattro volte a crociera sorrette da sottarchi che si dipartono da un’unica colonna centrale. Al suo interno ospita il sepolcro di Matilde Marzia, la madre del beato Simone da Collazzone, che morì nel 1240 lasciando nel convento le sue spoglie.
Il corpo monastico di San Lorenzo nasce come abbazia benedettina e si trova citato per la prima volta nei documenti nel 1227, anno in cui un certo Oddone di Pietro dona all’abate Guglielmo alcuni appezzamenti di terreno. Tuttavia a giudicare dalla cripta romanica si può ipotizzare che l’epoca della costruzione dell’edificio risalga almeno al XI secolo. Le vicende storiche del complesso sono legate alla vita del beato Simone da Collazzone, seguace di san Francesco.
Nel 1235 l’abbazia venne donata dal vescovo di Todi ai francescani e fu proprio per volere del beato Simone che vi si insediarono le clarisse. Nel corso del XIII secolo il convento accrebbe i propri possedimenti. Nel 1306 vi si rifugiò Jacopone da Todi, in cerca di un luogo solitario dove passare l’ultimo periodo della sua vita. Dopo questo periodo di relativa pace, il convento divenne preda di scorrerie fino a quando, nella seconda metà del XIV secolo, per disposizione papale, le clarisse furono trasferite alcune nel monastero di Montecristo a Todi, altre all’interno delle mura di Collazzone. Dopo il trasferimento delle clarisse, il convento conobbe un lento declino fino al completo abbandono. Nel 1844 il vescovo di Todi lo concesse a fra Carlo di Neustria ed in seguito venne venduto a privati.
Chiesa di San Michele Arcangelo
La chiesa di San Michele Arcangelo si trova lungo l’attuale corso Vittorio Emanuele III, l’antico decumanus vicus del castrum, al centro di Collazzone.
Nel 1370 fu annessa al convento delle Clarisse di San Lorenzo “dentro le mura” e con molta probabilità nacque come primitiva cappella del castello. Reca ancora leggibile, nel frontone ribassato dell’ingresso, il monogramma barbarico della Redenzione. Recentemente sono stati scoperti alle pareti affreschi risalenti al XIV e XVI secolo.
Palazzo Comunale
Il palazzo Comunale di Collazzone sorge sulla piccola piazza cittadina intitolata a Jacopone.
Interessante è il portale che conduce all’interno dell’edificio, attribuito al Vignola. A fianco si ammira lo stemma della famiglia Cesi, fu infatti il Vescovo Angelo Cesi a restaurare ed ampliare il Convento attiguo al palazzo, oggi sede municipale.






































































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